giovedì 24 gennaio 2008

La Fenice rompe la gabbia




I muri eretti dagli uomini sono fatalmente destinati a crollare,
siano essi edificati in roccia,cemento, metallo o quant'altro.

Così è stato anche per uno degli ultimi muri,forse il più odioso,parlo della rugginosa cinta dove i malvagi, senza attenuanti, governanti di Israele si erano illusi di confinare un popolo,il Palestinese, trattandolo alla stregua di pollame in gabbia.

Ma gli ingabbiati,superato il limite della sopportazione,si sono ribellati e contro ogni previsione si sono ammassati al valico di Rafah dove una parte della barriera di acciaio rugginoso alta otto metri,e lunga 12 km, a suo tempo innalzata dall'aguzzino Sionista,è stata spettacolarmente e scientemente abbattuta con 17 cariche di tritolo, finita con le lance termiche e sgomberata con le ruspe.

Questa nobile azione è opera di un manipolo dei migliori uomini di quel popolo vessato, disperato e inascoltato.

Con un guizzo di orgoglio intelligente,quelli che la nota stampa di parte etichetta come "terroristi di Hamas", hanno compiuto la cosa giusta per la dignità oltre che per la sopravvivenza della loro gente, e il tutto, checchè se ne dica, in modo incruento.

Sfondata la gabbia, una turba agitata e affamata si è riversata fuori calpestando, dopo anni di isolamento, di nuovo una terra libera, se pur straniera,quella Egiziana.

La polizia di confine Egiziana non ha osato,ufficialmente per ragioni umanitarie,opporsi a questa fiumana di disperati in lotta per la vita,che soldi alla mano correvano verso i centri vicini per rifornirsi dei generi di prima necessità.

Mubarak stesso ha prontamente capito che sparare addosso ad una folla di civili allo stremo e affamati solo per compiacere il mezzo amico Giuda, sarebbe stato un gesto sacrilego oltre che suicida.

E così,la perfida Sion non può fare altro che oscenamente imprecare, come fà il bracconiere quando trova il laccio spezzato.

Nel suo bisogno paranoico di dare sempre agli altri la colpa per ciò che le capita, Sion per bocca del suo ministro bellico Ehud Barak ora se la prende con il compare per convenienza Hosni Mubarak accusando lui e la sua Nazione di non rispettare i patti,anzi gli obblighi verso Israele, che vuole il totale isolamento della striscia di Gaza, fino alla remissione totale e incondizionata degli assediati.

Pretenderebbe lo stolto carceriere infuriato che altri facciano la guardia per lui che è debole e solo,poverino..

Naturalmente minacciando più o meno velatamente, come è nello stile dei vendicativi colpitori di "target".

Proclama ancora Sion,per bocca stavolta di un vice, che siccome la gabbia è aperta dall'altro lato, quello Egiziano che loro non possono controllare, è giocoforza che Israele "perda ogni responsabilità" e si distacchi dalla Striscia.

Il tono con cui ha pronunciato queste parole lascia intuire che non sarà un abbandono morbido ma piuttosto sarà un "arretramento tattico" messo in campo magari con il blocco armato totale di tutte le forniture vitali,in attesa della bandiera bianca.

Ma l'assedio oramai è fuori tempo e non funzionerà.

Come lo stolto campagnolo chiude la stalla dopo che sono scappati i buoi così opera Giuda, che corre a rinserrare la gabbia, non capendo che la Fenice è oramai volata via, trasformandosi in sogno di libertà..

Intanto a centinaia di migliaia i sottovalutati abitanti della striscia di Gaza varcano quella gigantesca breccia in un frenetico andirivieni colmo di merci le più assortite, quelle loro negate dall'embargo stoltamente vendicativo del perfido carceriere Sionista.

Alcuni,si spingono oltre,in direzione di El Arish per superarlo e proseguire nel Sinai da dove poi diramarsi in cerca di una vita migliore, fuori dal Lager dove sono stati fino a ieri segregati,spietata ironia del Karma rovesciato, proprio dai figli di coloro che resero tristemente e universalmente nota questa parola tedesca, compreso il suo orribile significato intrinseco.

Altri, la maggioranza, ricalpestano quel mostro rugginoso accartocciato al suolo che fù la ignobile barriera e fanno ritorno alle proprie case dove con la gioia negli occhi depositano le vitali provviste così insperabilmente reperite.

Il malvagio Sion che in fatto di avidità non è secondo a nessuno, rabbioso si mangia la "cippa" vedendo gli affari d'oro che fanno,sotto gli occhi bonari delle guardie di Mubarak gli odiati mercanti Arabi, dall'altra parte della gabbia, vergognosamente e ridicolmente sfondata.

I capi di Israele stolti e ciechi, proprio come i falsi profeti biblici, che conducono i popoli che li ascoltano alla rovina, non colgono la portata di questo evento imprevisto che li ha colpiti fulmineamente, palese presagio funesto.

Forse capire e prevedere la forza della resistenza umana individuale e collettiva è fuori dai parametri di comprensione per questi infelici, veraci figli di coloro che più di 60 anni fà, non opposero resistenza ai loro carnefici , per pigrizia borghese, così che furono accomodati, ottusamente docili e fiduciosi dentro i vagoni piombati.

3 commenti:

albertoinfo ha detto...

ciao Claus,
ottimo articolo! come sempre del resto;)

personalmente trovo la questione 'muri' decisamente assurda per un popolo che osa definirsi civile.
D'altronde è il rimedio più antico e utilizzato per isolarsi dall'esterno, perché esiste in noi la paura per il diverso che ci è stata inculcata "storicamente", e solo gli individui più scaltri ed intelligenti riescono a rendersi conto che è solo un preconcetto inutile per il popolo, ma tanto gradita al potente.

Proprio in questi giorni è la notizia che al confine con l'Egitto si ammassano centinaia di migliaia di Palestinesi disperati che tentano di espatriare per poter continuare a vivere, a nutrirsi! E la soluzione che adottano gli egiziani qual'é? Un bel muro!! >:(

Concordo con te sul fatto che la disperazione umana collettiva prima o poi emerge e fa danni enormi, ma mi chiedo nella nostra società opulenta e classista come mai si potrà "ribaltare" il sistema... o semplicemente cambiare anche solo una piccola parte di esso.
Sento che è un compito troppo grande, per quello che ormai siamo diventati...

Un caro saluto
Alberto

clausneghe ha detto...

Ciao Alberto!

Grazie per le buone parole...

Credo che aver divelto quel rugginoso e vergognoso muro
rappresenti per gli Arabi l'equivalente del mitico volo di rinascita della Fenice..

Se Sion non capirà la lezione e insisterà sulla strada folle che ha percorso finora,la sua disfatta è certa.

La prossima volta gli "internati" di Gaza faranno crollare ancora il
muro,ma questa volta dalla parte di Israele che si vedrà venire addosso un milione e mezzo di disperati affamati e assetati che con il solo urto della massa umana gigantesca travolgeranno tutto e tutti in un lampo.

Per via di "ribaltare il sistema"
delle cose quì e nel mondo,
credo non sia possibile.

A meno di intraprendere individualmente e collettivamente
il lungo difficile cammino della
Ri-evoluzione.

Al momento,è una battuta, l'unico che può "ribaltare il mondo" è il
cosmico Marduk il distruttore che qualcuno sussurra esista e si stia dirigendo dalle nostre parti...

albertoinfo ha detto...

grazie per la "battuta"...
ne ho sentito parlare e ora vado ad informarmi:)
a presto
Alberto

 
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